Lunedì, 08 giugno 2009La Catena di San Libero - 8 giugno 2009 n. 383
In realtà
Giornale radio. Il "Polo della Libertà" di Silvio Berlusconi batte di misura, con poco più di due punti di vantaggio, l'"Ulivo" di Romano Prodi. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dunque incaricato oggi il dott. cav. Silvio Berlusconi di formare il Governo". Ma vediamo nel dettaglio i risultati delle elezioni. Forza Italia, al 35 per cento, perde due punti (a causa soprattutto all'astensionismo in Sicilia) mentre la Lega (10, 3 per cento) ne recupera uno grazie al successo della sua campagna "d'ordine" nei paesi più tradizionalisti della Baviera. "Basta con negri, ebrei, zingari, comunisti e omosessuali": uno slogan semplice ed efficace, i cui toni gli osservatori attribuiscono alla necessità di far presa su un target territoriale non certo composto da sofisticati intellettuali ma che ovviamente non comporta alcun pericolo reale per le categorie così indicate. Il risultato complessivo, 45,3 per cento, non è certo eclatante ma neanche da disprezzare. Difficilmente tuttavia consentirà l'attuazione del programma (Totalmaggioranzen, Fuhrerprinzip, Reich millenario) che il Capo aveva espresso alla vigilia delle elezioni. In fondo, in Italia - fanno notare alcuni - il governo è appoggiato, tenendo conto delle astensioni, solo dal 26,2 per cento degli elettori: "Un italiano su quattro. E con uno su quattro si può a malapena governare, altro che fondare regimi". A livello di gossip c'è da notare che molti esponenti del Polo non nascondono in privato la soddisfazione per le dure parole pronunciate a caldo da don Angelo Bagnasco (il successore di Baget Bozzo alla guida spirituale del Polo): "Aveu tegnù chiù u scagnu ("avesse tenuto chiusa la bottega" in genovese, ndr), 'stu belìn rimbambì fatt de viagra, avrimm fatt un cul così ai communist". Ma non è detto che il Polo sarebbe riuscito a conquistare la maggioranza assoluta anche se Noemi fosse rimasta a fare i compiti a casa sua. Molto più frastagliato, ma non meno compatto, lo schieramento dell'Ulivo, che ha mancato il sorpasso di soli due punti, attestandosi comunque su un onorevole 43,1 per cento. I Democratici (guidati stavolta da un dc combattivo e non da un "comunista" marpione) contribuiscono col 26,2 per cento. Segue Di Pietro (o meglio l'Italia dei Valori, visto che s'è finalmente deciso di abbandonare la personalizzazione) con un ottimo 8 per cento. Poi la Sinistra, (Prc, Sl, Pdci, Verdi) co un buon 6,1 per cento (un anno fa poco oltre il 4) e infine i radicali col loro 2,4 per cento. "Combatteremo uniti, governeremo uniti, difenderemo uniti i magistrati e la legge di tutti" ha dichiarato subito Di Pietro. "Certo. E uniti organizzeremo organizzeremo il primo sciopero generale unitario di tutti i lavoratori italiani e stranieri" ha aggiunto il leader della Sinistra, Zanotelli. "Giusto. Da oggi c'impegneremo in una opposizione dura e pura - ha concluso Prodi - contro questo governo piduista e razzista, per salvare l'Italia dalla crisi facendo appello alla sua più grande risorsa umana, non i banchieri e i manager ma il popolo dei precari e dei lavoratori. Viva l'Italia". ______________________________________ Il postberlusconi Riepilogo. Da oggi comincia il postberlusconi. Vincono Lega, Repubblica e Di Pietro. Perdono Noemi, Topolanek, Berlusconi e i poveri coglioni come me, di sinistra. Il sud non vota più, o per protesta o perché non ha mai capito davvero questa faccenda delle elezioni. Il bipolarismo è una buffonata, la legge elettorale vigente falsifica i risultati. I leader più cialtroni sono i miei di sinistra, che hanno messo la mia scheda (Fava, Vendola e Ferrero: nessuno è stato capace di dialogare) nel tostapane. Nei democratici, un combattivo Dc s'è rivelato più efficace di tutti i vari marpioni ex Pci: confermarlo (o lui, o Rosy Bindi, o dalla Chiesa). A destra c'è solo un italiano su quattro: basta inciuci e basta timidezze. Il governo, comunque, ora si chiama governo Bossi. - - - Cosa potrebbe tenerci insieme (per vincere alla prima elezione) quale potrebbe essere il collante comune? La Cgil e l'antimafia. La prima sta funzionando, ma non interessa Di Pietro (e non abbastanza al Pd). La seconda potrebbe essere sostenuta da tutti (e in Sicilia, ad esempio, dovrebbe essere sempre l'unica lista della sinistra e dintorni) ma, per mancanze umane e politiche dei suoi leader, non è all'altezza. I notabili dell'antimafia (Rita Borsellino, Fava, Crocetta, Lumia, ecc.) hanno corso ciascuno per sè, da primedonne. Il migliore Lumia (per la coerenza). La peggiore Rita (slogan: "Finché c'è Rita c'è speranza"). Non so ora chi di loro sia stato eletto e chi no: ma a questo punto, per la gente comune, non ha importanza. - - - Tutte queste belle cose che scriviamo sulle elezioni italiane ed europee, io e tutti gli altri, sono in realtà cose futili e senza importanza. Le vere elezioni ci sono già state, le ha vinte la sinistra - Obama in America, i progressisti in India (con una paria eletta vicepresidente), i vari rivoluzionari e riformisti in Sudamerica - e noi siamo ancora qui come tanti polli a guardarci l'ombelico. Negli anni Trenta l'Europa, con le sue atroci malattie politiche, poteva ancora rovinare il mondo: comandava lei. Adesso può fare al massimo un po' di baccano: il mondo è della Cina, dell'America, del Brasile, dell'India - delle nazioni moderne, territoriali, e non delle nostre piccole, divise e presuntuosissime città-stato. Non faremo un favore a nessuno ammettendo - con degnazione - che forse la razza bianca non è più Razza Superiore. Semplicemente, ci faremo accettare nel mondo, in questi pochi decenni in cui ancora possiamo farlo a buon prezzo. In Italia, poi, c'è da ridere. La donnetta di Treviso o Varese, rozza e incolta, il borgataro accoltellatore di Torbellamonaca, il borghese palermitano puzzolente di monnezza, decidono la nostra politica coccolati dai nostri "politici" cialtroni il cui massimo scopo nella vita è di trovarsi a cazzo di fuori in qualche villa kitsch con statuette e piscine e un paio di dozzine di giovani e meno giovani bagasce. E là fuori, nel mondo, ci sono l'India e Obama. ______________________________________ Solidarios Numerosi lettori hanno scritto per esprimere solidarietà a Graziella Proto dei Siciliani (vedi "Catena" del 5 giugno) e offrire il loro appoggio. Ne pubblichiamo di seguito alcuni, preceduti dalla "Lettera dalla Sicilia" ha dato origine al caso. - - - Lettera dalla Sicilia Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani anni '80, sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale. L'antimafia è bella e tutti appoggiano l'antimafia, si capisce: però le cambiali, oltre vent'anni fa, le ha dovuto firmare Graziella. I Siciliani, una rivista "storica" e elogiata da tutti, vendeva fra 15 e 30mila copie. Però - imprenditori siciliani... - non aveva uno straccio di pubblicità, e quindi ci voleva qualcuno che firmasse cambiali. E questo qualcuno era Graziella. La cooperativa faceva parte della Lega delle Cooperative, che però in quel periodo aveva grossi affari coi Cavalieri. Il giornale era un fiore all'occhiello - stando ai discorsi - della Federazione della Stampa, dell'Ordine, dei compagni perbene di tutt'Italia e in genere dei progressisti. Però le cambiali le firmava Graziella. Graziella Proto, in questi venticinque anni, è stata uno dei più seri e validi - e meno propagandati - giornalisti antimafiosi. Negli ultimi anni, sempre di tasca sua, ha fatto una bellissima rivista, Casablanca, ed è riuscita a portarla avanti per quasi tre anni. Nel primo numero c'erano la Borsellino, la Alfano, il Riscatto della Sicilia, il Movimento delle donne, la Sinistra. Nessuna di queste nobili signore s'è fatta mai sentire, non fosse che per ringraziare. Infatti Graziella, per i pochi che avevano la bontà di conoscerla, era quella che firmava le cambiali. Nessuno l'ha mai citata - ad esempio - per la rischiosissime inchieste sui ragazzini di Paternò ammazzati da Santapaola. Non sappiamo cosa ne pensa Graziella. Ma noi pensiamo che parlare di informazione e di antimafia è una presa in giro se non si salva chi ha fatto informazione e antimafia non per un anno o due, ma per venticinque. Bisogna che intervengano coloro che debbono, subito e con urgenza. Sarebbe intollerabile vedere una Graziella vittima della mafia (vera) e dell'antimafia (a parole). Pino Maniaci e Riccardo Orioles - - - Associazione Antimafie "Rita Atria" wrote: < Dobbiamo ringraziare costantemente questo Stato per ricordare le vittime di mafia e presentare il conto ai vivi. Quindi la mafia ottiene un risultato pieno: uccide Pippo Fava e distrugge la vita di Graziella Proto e di altri. Si parla di pignoramento della casa di Graziella Proto al momento dell'omicidio Fava la presidente della cooperativa Radar proprietaria della testata I Siciliani di Pippo Fava (giornalista dalla mafia ucciso il 5 gennaio 1984). Facciamo un appello a tutti affinché dalle commemorazioni si passi ai fatti. Quel pignoramento è un insulto alla memoria di Pippo Fava e soprattutto è un atteggiamento inaccettabile da parte dello Stato nei confronti di chi nel tempo con atti concreti ha saputo resistere. Gli sconti li facciamo solo ai piloti, cantanti, etc... ma quel fallimento doveva essere condonato per dignità. Vi preghiamo di scriverci per essere informati sulle forme di protesta che attueremo, al momento ci stiamo organizzando - - - mila wrote: < la notizia su graziella mi ha molto colpita, la diffondo e inoltro a chiunque per far sì che tutti sappiano > - - - massimo mingrino wrote: < Come possiamo aiutare Graziella concretamente, noi semplici cittadini? Attendo fiducioso un riscontro. A presto. Massimo > Serena Malavasi wrote: < Io vivo al nord ma conosco sommariamente la storia de I Siciliani e vorrei, per quanto nelle mie possibilità, contribuire a sostenere Graziella > - - - Lia Didero wrote: < Ciao. qualche info in più, che magari si cerca di organizzare qualcosa, quassù nelle marche, in sostegno di Graziella? > - - - Pia Covre wrote: < Sono davvero straziata nel cuore per il contesto in cui siamo immersi, e mi sento come una povera farfalla rinchiusa in un bicchiere. Quando riusciremo a venir fuori da questo incubo che è diventato il SISTEMA italiano ci vedremo attorniati da macerie proprio come i terremotati... Si può far girare un appello a favore di Graziella per pagare i vecchi debiti? Io sono candidata alle europee ma ho rinunciato a spendere per la campagna e ho destinato i soldi della stampa a due onlus per bambini, ma potrei girare qualcosa anche per quella rivista che ha avuto così tanta importanza nel costruire una coscienza antimafiosa. Fammi sapere come posso fare > - - - Ariel Paggi wrote: < Tenendo conto degli affari che fa in tutto il paese, Sicilia compresa dovrebbe pagare la Uniccop > ______________________________________ Benito D'Ippolito wrote: Rileggendo Pippo Fava < È una frase retorica bella e trita e bugiarda, la frase che dice che quando muore una persona buona cento altri sorgono a prendere il suo posto. Quegli occhi che videro la luce sono spenti per sempre. Quelle mani, quella voce, per sempre ridotte a nulla. Quell'inesausta voglia di vivere divorata per sempre dall'orco. Restano le opere, frutto dei giorni e dell'orgoglio di essere vivi. Restano queste parole che adesso rileggo e che prolungano la lotta di un giusto. Quel che non muore è solo quel che lasci, quello che agli altri doni, la decisione presa, una volta per sempre. > ______________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare. "A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava) ______________________________________ La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@gmail.com. La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. 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Lettera dalla Sicilia
Graziella Proto, amministratrice e redattrice dei Siciliani anni '80, sta perdendo la casa per via dei vecchi debiti del giornale. L'antimafia è bella e tutti appoggiano l'antimafia, si capisce: però le cambiali, oltre vent'anni fa, le ha dovuto firmare Graziella. I Siciliani, una rivista "storica" e elogiata da tutti, vendeva fra 15 e 30mila copie. Però - imprenditori siciliani... - non aveva uno straccio di pubblicità, e quindi ci voleva qualcuno che firmasse cambiali. E questo qualcuno era Graziella. La cooperativa faceva parte della Lega delle Cooperative, che però in quel periodo aveva grossi affari coi Cavalieri. Il giornale era un fiore all'occhiello - stando ai discorsi - della Federazione della Stampa, dell'Ordine, dei compagni perbene di tutt'Italia e in genere dei progressisti. Però le cambiali le firmava Graziella. Graziella Proto, in questi venticinque anni, è stata uno dei più seri e validi - e meno propagandati - giornalisti antimafiosi. Negli ultimi anni, sempre di tasca sua, ha fatto una bellissima rivista, Casablanca, ed è riuscita a portarla avanti per quasi tre anni. Nel primo numero c'erano la Borsellino, la Alfano, il Riscatto della Sicilia, il Movimento delle donne, la Sinistra. Nessuna di queste nobili signore s'è fatta mai sentire, non fosse che per ringraziare. Infatti Graziella, per i pochi che avevano la bontà di conoscerla, era quella che firmava le cambiali. Nessuno l'ha mai citata - ad esempio - per la rischiosissime inchieste sui ragazzini di Paternò ammazzati da Santapaola. Non sappiamo cosa ne pensa Graziella. Ma noi pensiamo che parlare di informazione e di antimafia è una presa in giro se non si salva chi ha fatto informazione e antimafia non per un anno o due, ma per venticinque. Bisogna che intervengano coloro che debbono, subito e con urgenza. Sarebbe intollerabile vedere una Graziella vittima della mafia (vera) e dell'antimafia (a parole). Pino Maniaci e Riccardo Orioles ______________________________________ "Non sta succedendo niente". L'Italia all'epoca del bavaglio Centinaia di notizie, grandi e piccole, danno l'idea di un paese che sta diventando davvero molto strano. Ma per la maggior parte non circolano, o circolano in maniera edulcorata e corretta, senza contesto. Forse il Grande Fratello (quello di Orwell) è tutto qui. Un paese di plastica, che in realtà esiste solo dentro il televisore. Mentre il paese vero, privo di idee e di governo, tira a campare giorno per giorno sprofondando sempre di più Palermo (Sicilia). Il giudice Roberto Scarpinato ha rivelato come il governo abbia recentemente tolto alle procure la password per accedere ai conti correnti, mpedendo così il sequestro di enormi capitali mafiosi. - - - Milano (Lombardia). E' stata revocata con 29 voti a favore, 24 contrari e un astenuto la Commissione antimafia recentemente istituita in seno al Consiglio comunale. - - - Catania (Sicilia). A giudizio per bancarotta fraudolenta i padroni della ditta Elmec di Piano Tavola. Parte civile i lavoratori, che da due anni occupavano la fabbrica per difendere il posto di lavoro. - - - Castelfranco (Veneto). Un referendum dei lavoratori bianchi della Global Garden ha approvato la proposta dell'azienda - che costruisce macchine da giardino e impiega circa mille operai fra bianchi e neri - di cacciare gli operai neri dalla fabbrica per meglio superare la crisi. - - - Catania (Sicilia). Sei ragazzi del movimento studentesco hanno ricevuto dalla Procura una notifica, da parte "in ordine al delitto di deturpamento di immobili perché con numerosi altri soggetti non identificati nel corso di una manifestazione con corteo in via Etnea di Catania raggiungevano la piazza del Duomo, dove deturpavano ed imbrattavano il palazzo muncipale lanciando uova, pomodori e carta igienica contro il portone e la facciata". - - - Palermo (Sicilia). E' stata assegnata all'Ordine dei giornalisti di Sicilia la villa confiscata ai fratelli Sansone. La richiesta di assegnazione di un bene confiscato alla mafia era stata presentata da tempo dall'Ordine dei giornalisti di Sicilia, che ha espresso "viva soddisfazione per il riconoscimento della funzione sociale svolta dall'ordine dei giornalisti, a difesa della legalità". In Sicilia l'Ordine regionale (vivamente contestato dall'Ordine nazionale) ha recentemente difeso la legalità cercando di ridurre al silenzio la tv antimafiosa Telejato. - - - Corleone (Sicilia). Per aver partecipato alla Giornata della Memoria di "Libera" Giovanni Labruzzo, Eugenio Provenzano ed Enrico Labruzzo, tre studenti corleonesi, sono stati cacciati via dagli scout dal parroco Giuseppe Gentile (lo stesso che aveva officiato le nozze della figlia di Totò Riina). - - - Trieste (Venezia Giulia). Gira armato il presidente leghista del Consiglio regionale, Edouard Ballaman. L'arma, una 357 magnum, non viene tuttavia portata in aula durante le riunioni. - - - Bassano del Grappa (Veneto). Diventa legale, grazie a un disegno di legge della Lega, la produzione casalinga di grappa. - - - Catania (Sicilia). Al processo per le infiltrazioni mafiose nella festa della patrona cittadina Sant'Agata è emerso che processione, "candelore", fermate e festa venivano gestite, per ragioni di prestigio, dal clan cittadino dei Santapaola. - - - Canicattì (Sicilia). Identificato dai carabinieri il responsabile della morte del cagnolino seviziato e ucciso il 10 maggio scorso nei pressi della villa comunale. Si tratta di un ragazzino di nove anni il quale dopo aver ucciso il cane impiccandolo si è fatto filmare con i cellulari da altri ragazzini di età compresa tra i tredici e i quindici anni. - - - Scandiano (Emilia). Un quindicenne è morto per un malore mentre nuotava nella piscina "L'Azzurra" a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Il ragazzo, che frequentava la terza media, si era sentito male, forse per una congestione, poco dopo essersi tuffato. Inutile l'intervento del bagnino e dei medici subito accorsi. Alcuni degli altri bagnanti non hanno lasciato la vasca, continuando a restare immersi durante le operazioni di soccorso a bordo piscina e nonostante gli inviti dei responsabili della struttura. - - - Urbino (Umbria). Un anziano turista è morto d'infarto mentre con altri faceva la fila per visitare la mostra di Raffaello a Palazzo Ducale. C'è stato appena il tempo di ricoprire il cadavere con un lenzuolo bianco che già gli altri turisti avevano cominciato a riprenderlo con videocamere e flash. - - - Sanremo (Liguria). Un uomo di 47 anni, Bruno Fazzini, è morto per un ictus dopo essere rimasto in coma per circa dodici ore sul pianerottolo di casa. Nessuno dei vicini l'ha aiutato e diversi hanno scavalcato il corpo risalendo le scale. "Credevo fosse ubriaco" ha dichiarato uno". - - - Napoli (Campania). Sedicenne minaccia di accoltellare il fratellino ricattando la mamma: "Cento euri o l'ammazzo". - - - Sulmona (Abruzzo). Alla Magneti Marelli (Sistemi Sospensioni spa, Gruppo Fiat, 750 operai) occorre un permesso scritto per andare in bagno. E' un piccolo tagliando su carta intestata dal titolo "permesso interno". - - - Rosarno (Calabria). Tre imprenditori agricoli di Rosarno sono stati arrestati perché accusati di far parte di una associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù degli immigrati. Le indagini dei carabinieri hanno portato alla luce svariate storie di induzione alla prostituzione, estorsioni, maltrattamenti e violenze commesse approfittando dello stato di necessità e delle precarie condizioni di vita. - - - Palermo (Sicilia). Assessore regionale indagato per rapporti con clan mafiosi e compravendita di voti e preferenze. Accusato dai pentiti del clan di Resuttana, l'assessore Antinoro nega le accuse. Morire di "informazione" Continua il percorso delle testate libere catanesi per costruire insieme un giornale che veramente racconti la città. E' stata messa in funzione l'Associazione Lavori in corso, è stata completata la prima inchiesta. Ma perché l'informazione, qui e ora, è così importante? Pare che Mauro Rostagno sia stato ammazzato dai mafiosi. Dopo ventun anni è ufficiale, sembra che anche Peppino Impastato sia stato ucciso da loro e non (come dicevano Corriere, Repubblica, Giornale di Sicilia e televisione) da una bomba mentre faceva un attentato. Bene. La verità prima o poi viene a galla, qua in Sicilia. Magari - come nel caso di Peppino - dopo dieci anni. O come per Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia e non - come dicevano Toni Zermo, Tino Vittorio e gli altri pezzi grossi catanesi - per qualche storia di donne. E Borsellino, e Falcone? Professionisti dell'antimafia, secondo i giornali isolani ma anche secondo il nobile Corriere. E Francese, e De Mauro, e Alfano, e quelli di Portella? La mafia, secondo i giornalisti siciliani, non ha mai ucciso quasi nessuno. Qualcuno è morto sì, ma perché irrispettoso o caustico o, peggio di tutto, comunista. In quasi tutti i casi la verità vien fuori grazie a pochissime persone (Umberto Santino per Impastato, I Siciliani per Fava, ecc.), contro la stampa “perbene” e nell'indifferenza della maggior parte dei siciliani. L'omertà della stampa rincretinisce sempre più i lettori, che essendo rincretiniti vogliono una stampa sempre più omertosa. Questo circolo vizioso, che una volta era tipicamente siciliano, adesso è felicemente nazionale, e produce i governi. La rozza Sicilia, riducendola al proprio livello, s'è infine così vendicata della civile Lombardia. Sicilia capta probum victorem smerdavit. - - - La questione dell'informazione (disinformazione scientifica, propaganda) qui e ora è la più importante di tutte, senza paragone. E' lei che fa Cosa Nostra e Berlusconi. E' lei ha creato i Bossi e i Ciancimino (ma qualcuno sa più chi era fra i politici Ciancimino? E qualcuno nota più cosa veramente dice Bossi?), lei che accoltella o affoga in mare gli emigranti, lei che un tempo sparava ai sindacalisti. I politici vengono dopo, si limitano a raccogliere i frutti di ciò che l'”informazione” ha seminato. Non è una situazione riformabile dall'interno. L'informazione ufficiale nel suo complesso, tecnologie o non tecnologie, può forse peggiorare (non ha ancora proposto, ad esempio, la sterilizzazione degli zingari o il lavoro forzato nei centri-lager) ma non può migliorare assolutamente, salvo che in individui singoli e pronti a finir male. Perciò siamo tanto fanatici dei nostri pochi giovani e della nostra poca e povera libera informazione. Son pochi, ma esistono. Potrebbero attraversare il ventennio – 1994-2014: vent'anni – come fu attraversato il primo. Debbono rafforzarsi, debbono collegarsi, debbono - Gobetti - cercare lo scontro senza illusioni, non l'ottimismo. - - - Le cose, qui in Italia, vanno come in fondo sono sempre andate. C'è piazza Venezia piena, c'è il duce, c'è la difesa della razza, ora c'è anche Claretta. Che buon popolo buffo saremmo stati, se in mezzo ai gerarchi panzoni, ai professori con tessera e ai tengo-famiglia non ci fosse anche quel cinque-dieci per cento di nazisti fanatici, di incamiciati sbraitanti, di assassini. Avrebbe potuto essere una commedia italiana, una delle tante: così invece, se non succede qualcosa (ma cosa?), finirà prima o poi in dramma, alla croata. - - - Bergamo (Lombardia). Applicando un vecchio regolamento di polizia urbana, l'amministrazione (di centrosinistra) ha comunicato che è permesso chiedere l'elemosina per le vie del comune, ma per la durata massima di un'ora. - - - Padova (Veneto). Scritti sulle lavagne, per ordine della preside Anna Bottaro, i nomi dei diplomandi di origine straniera. Lo scopo,secondo la preside, è quello di invitare quelli di loro che fossero privi di permesso di soggiorno a "consegnarlo entro domani" prima di sostenere l'esame. - - - Catania (Sicilia). Conferenza all'Università, insieme al rettore neo-eletto, del politico siciliano Marcello Dell'Utri, da poco assolto per prescrizione dal reato di "minaccia grave" ai danni di un imprenditore trapanese. Coimputato di Dell'Utri era nell'occasione il boss trapanese Vincenzo Virga, da poco accusato di essere il mandante dell’omicidio di Mauro Rostagno. Argomento della conferenza "Il buongoverno dei giovani" visto da Dell'Utri. La successiva conferenza è stata su "Il Futurismo: avanguardia dall'Italia al mondo", on.Gianfranco Fini, Facoltà di Lettere, Aula Magna. ______________________________________ Morire di "informazione" o farcene una noi Continua il percorso delle testate libere catanesi per costruire insieme un giornale che veramente racconti la città. E' stata messa in funzione l'Associazione Lavori in corso, è stata completata la prima inchiesta. Ma perché l'informazione, qui e ora, è così importante? Pare che Mauro Rostagno sia stato ammazzato dai mafiosi. Dopo ventun anni è ufficiale, sembra che anche Peppino Impastato sia stato ucciso da loro e non (come dicevano Corriere, Repubblica, Giornale di Sicilia e televisione) da una bomba mentre faceva un attentato. Bene. La verità prima o poi viene a galla, qua in Sicilia. Magari - come nel caso di Peppino - dopo dieci anni. O come per Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia e non - come dicevano Toni Zermo, Tino Vittorio e gli altri pezzi grossi catanesi - per qualche storia di donne. E Borsellino, e Falcone? Professionisti dell'antimafia, secondo i giornali isolani ma anche secondo il nobile Corriere. E Francese, e De Mauro, e Alfano, e quelli di Portella? La mafia, secondo i giornalisti siciliani, non ha mai ucciso quasi nessuno. Qualcuno è morto sì, ma perché irrispettoso o caustico o, peggio di tutto, comunista. In quasi tutti i casi la verità vien fuori grazie a pochissime persone (Umberto Santino per Impastato, I Siciliani per Fava, ecc.), contro la stampa “perbene” e nell'indifferenza della maggior parte dei siciliani. L'omertà della stampa rincretinisce sempre più i lettori, che essendo rincretiniti vogliono una stampa sempre più omertosa. Questo circolo vizioso, che una volta era tipicamente siciliano, adesso è felicemente nazionale, e produce i governi. La rozza Sicilia, riducendola al proprio livello, s'è infine così vendicata della civile Lombardia. Sicilia capta probum victorem smerdavit. - - - La questione dell'informazione (disinformazione scientifica, propaganda) qui e ora è la più importante di tutte, senza paragone. E' lei che fa Cosa Nostra e Berlusconi. E' lei ha creato i Bossi e i Ciancimino (ma qualcuno sa più chi era fra i politici Ciancimino? E qualcuno nota più cosa veramente dice Bossi?), lei che accoltella o affoga in mare gli emigranti, lei che un tempo sparava ai sindacalisti. I politici vengono dopo, si limitano a raccogliere i frutti di ciò che l'”informazione” ha seminato. Non è una situazione riformabile dall'interno. L'informazione ufficiale nel suo complesso, tecnologie o non tecnologie, può forse peggiorare (non ha ancora proposto, ad esempio, la sterilizzazione degli zingari o il lavoro forzato nei centri-lager) ma non può migliorare assolutamente, salvo che in individui singoli e pronti a finir male. Perciò siamo tanto fanatici dei nostri pochi giovani e della nostra poca e povera libera informazione. Son pochi, ma esistono. Potrebbero attraversare il ventennio – 1994-2014: vent'anni – come fu attraversato il primo. Debbono rafforzarsi, debbono collegarsi, debbono - Gobetti - cercare lo scontro senza illusioni, non l'ottimismo. - - - Le cose, qui in Italia, vanno come in fondo sono sempre andate. C'è piazza Venezia piena, c'è il duce, c'è la difesa della razza, ora c'è anche Claretta. Che buon popolo buffo saremmo stati, se in mezzo ai gerarchi panzoni, ai professori con tessera e ai tengo-famiglia non ci fosse anche quel cinque-dieci per cento di nazisti fanatici, di incamiciati sbraitanti, di assassini. Avrebbe potuto essere una commedia italiana, una delle tante: così invece, se non succede qualcosa (ma cosa?), finirà prima o poi in dramma, alla croata. ______________________________________ I compagni Ma uno dopo l'altro, ancora impietriti dall'orrore, Li risvegliava l'affetto e li faceva parlare Sapendo, in quella pena, che c'era molto da fare Perchè non fosse inutile Perchè vivesse ancora Dieci creature sole, senza dei a portar doni Di genio o d'eroismo nella notte feroce: E una dopo l'altra prendono la parola Consigliando i compagni, inghiottendo il dolore, Decidendo con calma ciò che faranno insieme Sapendo che lo faranno, fra dieci anni o domani E che in questo se stessi resta un uomo e il suo dono (dalla redazione dei Siciliani, con Graziella, 1984) ______________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare. "A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava) ______________________________________ La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@gmail.com. La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L'autore è un giornalista professionista indipendente. Puoi riprenderla su web, mail, volantini, giornali ecc, purché non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la "Catena" e i successivi aggiornamenti. Parte dei suoi contenuti si possono trovare su www.ucuntu.org, www.riccardoorioles.org, liberainformazione.org, www.giornalismi.info, www.agoravox.it, www.antimafiaduemila.com, www.arcoiris.tv, www.articolo21.info, www.avvenirelavoratori.ch, www.barcellonapg.it, www.bellaciao.org, www.censurati.it, www.clarence.com, www.cronacheitalianeforum.org, www.cuntrastamu.org, www.girodivite.it, www.laperiferica.it, www.laspecula.com, www.libera.it, www.losfoglio.it, www.lostrillone.info, www.macchianera.net, www.marcotravaglio.it, maurobiani.splinder.com, www.megachip.info, www.nazioneindiana.com, www.nonluoghi.it, www.peacelink.it, www.ritaatria.it, www.stefanomencherini.org, www.strillone.info, www.zeusnews.com, e altri siti; e su "Antimafia", "Mucchio Selvaggio" e altre pubblicazioni. Chi desiderasse (ma non è obbligatorio: la "Catena" arriva gratis) contribuire alle spese può: -- fare bonifico su: Riccardo Orioles, conto BancoPosta 16348914 (iban: IT56 S076 0116 5000 0001 6348 914); -- effettuare ricarica telefonica (Tim) su 333.7295392. Martedì, 10 febbraio 2009La Catena di San Libero - 10 febbraio 2009 n. 381Tecnica del colpo di stato Ci sono due tipi di persone completamente differenti, in questi giorni, che appaiono confuse fra loro ma non hanno, come esseri umani, assolutamente nulla in comune. Quelli che in buona fede "difendono la vita" e la danno giustamente un valore superiore a ogni altra cosa. E quelli che difendono semplicemente un potere. I primi sbagliano solo, secondo me, su un elemento di fatto: un corpo che credono vivo (per come presentato dai media) e che in realtà non lo è. I secondi, lucidissimi, gestiscono il passaggio finale del Piano di Rinascita: l'abolizione dell'odiata democrazia (comunista, faziosa, antifascista, demagogica, senzadio, modernista e chi più ne ha più ne metta: sono tutte definizioni storicamente usate in un momento o nell'altro) e l'instaurazione del regime d'ordine, della dittatura dei pochi. Ai primi bisogna tributare più che mai rispetto, perché seguono una coscienza, e la diversità di opinioni non menoma la loro onestà di cittadini. E' ormai da generazioni che i cattolici, in Italia, hanno superato il loro esame civile. Non c'è stata battaglia sociale, dagli anni Settanta in poi, in cui credenti e non credenti si siano sostanzialmente differenziati. Il triste Vaticano di Ratzinger non è che un episodio passeggero e ha le sue radici in luoghi "laici" (neoconneries, razzismi, idolatrie dei consumi), non in una cultura cattolica diffusa. Non è il primo papa che "fa politica" e s'illude, facendola, di esercitare chissà quale funzione provvidenziale. Ma costruisce sull'acqua: la chiesa è papa Giovanni, non è lui. Due cose, dal sessantotto in poi, sono veramente cambiate nella società italiana: i cattolici e le donne. Chi vuol resuscitare i Pii dodici ha la stessa consistenza storica e la stessa probabilità di successo di una Carfagna che teorizzasse un ritorno ai poteri monarchici di qualche madame Pompadour. --- E' vero invece che, su un terreno accuratamente scelto e con una programmazione evidentemente ben meditata, il regime sonda il colpo di stato. Alcune cose dette da Berlusconi in questi giorni sono da impeachment ai sensi dell'articolo 90 della Costituzione. Benissimo ha fatto il Presidente della Repubblica a fare - sostanzialmente - appello al popolo in questo caso. Garante della Repubblica e Capo delle forze armate, egli ha materialmente i poteri per fermare il putsch. Che non è fatto solo di propaganda e politica ma di risorse concrete (ultras, camorristi, squadristi organizzati) che potrebbero in un domani essere mobilitate, non per la prima volta, a sostegno di un golpe neanche tanto "legale". In questi giorni difficili, i più decisivi dalla fondazione della Repubblica in poi, manca però un protagonista fondamentale, la sinistra. Nella sua connotazione moderata come in quelle più radicali, essa sta dando una prova penosa di superficialità, leggerezza e disunione. Fra i "democratici", i grotteschi egocentrismi di Veltroni; fra i "rivoluzionari", cinque o sei partiti e aspiranti partiti ridicolissimi, non in grado nemmeno di fare una lista unica in un momento come questo; Di Pietro a condire il tutto con le tirate "rivoluzionarie" contro Napolitano. Tocca a noi "cittadini semplici", a quanto pare, tirarci fuori dai guai. Un esempio da seguire c'è, ed è quello del movimento antimafia degli anni Ottanta e Novanta. Che in momenti difficili, con i politici nel pallone e la Repubblica sotto il mirino dei potenti, ha pur saputo unirsi, fare Cln e fare rete, essere trasversale ma risoluto, attaccare. Certo è durato poco, ma forse allora, in quegli anni, ha impedito molte cose. E' ora di ristudiarlo con attenzione, capire i suoi punti di forza ed i suoi errori, rifarlo senza questi ultimi ma con la stessa decisione. E' l'unica via d'uscita, adesso, e in fondo è sempre la stessa e si potrebbe anche chiamare Resistenza. ______________________________________ Italien "Vietato curare i negri". "Denunciare gli stranieri sospetti". "Vietato dormire su questa panchina". "Solo per bianchi". "Per eventuali delazioni, rivolgersi all'Ufficio Spie". E il governo che proclama: "Sì, siamo molto cattivi". Non è che per caso sta cambiando qualcosa, in questo paese?. ______________________________________ Mailand Milano. L'assessore alla cultura, per commemorare i futuristi, organizza una "Rissa in Galleria" con ballerini, attori, ecc. Nessuno però avverte i vigili, che arrivano, vedono la rissa e bloccano i "rissanti", fra cui l'assessore. "Lei non sa chi sono io!". Trambusto, concitazione, poi tutti a casa. Al liceo Parini, invece, dove c'è un dibattito sul darwinismo, di notte arrivano i giovani del Comitato antievoluzionista (che combattono Darwin, scimmie e tutto il resto) e appendono dei pupazzi scimmieschi sul portone, a titolo di contestazione. Al Comune, politici e Ufficio legale cercano un modo di salvare gli stipendi dei supermanager delle SpA comunali: Catania dell'Atm, Bonomi della Sea ecc.: mezzo milione di euri ciascuno, ma la Corte dei Conti - visti i parametri di legge - dice che sono troppi e invita "ad adottare gli interventi correttivi ritenuti opportuni". Peggio dei comunisti, del cardinal Tettamanzi, della Cgil, del Leoncavallo. Nei bar chi ne ha voglia (pochi, col freddo che fa) discute della notizia del giorno, la condanna del capo-lega di Rovato (Brescia) per violenza di gruppo e stupro: da sindaco aveva organizzato pattuglie e ronde contro le prostitute rumene; da privato cittadino, con altri giovinastri, ne aveva sequestrato e violentato una. Discorsi da bar, e con cautela, perché nei telegiornali non se ne parla e le ronde padane, ormai ufficializzate per legge, potrebbero segnarsi i nomi di chi parla troppo... Vicino alla dogana, nel frattempo, è morto il settimo barbone di quest'inverno. E' morto di freddo e gelo, morte naturale. Nessuno gli ha dato fuoco, ed è già qualcosa. ______________________________________ Facciamoci conoscere La Svizzera ha approvato in un referendum la libera circolazione dei lavoratori con l'Unione europea, compresi bulgari e rumeni. Tutti i cantoni hanno votato sì con larga maggioranza, meno i quattro tradizionalmente più retrivi. Fra questi ultimi si è distinto (sessantacinque per cento dei voti contro i lavoratori) il Canton Ticino, l'unico cantone svizzero abitato da italiani. ______________________________________ Nel frattempo Si può essere violentate, se si è donne, da un gruppo di rumeni ubriachi o da una banda di ragazzini-bene di Como. Si può essere fatti fuori, se si è neri, da un camorrista campano o da un barista milanese. Si può essere bruciati vivi, se si è senza casa, da tre coatti laziali o da quattro annoiati ragazzi riminesi (questi ultimi sono già fuori di galera, quattro mesi dopo). Tutto ciò è indubbiamente complesso e dà infatti luogo a dibattiti molto approfonditi. Nel frattempo: - mettere le donne in condizioni di difendersi contro i maschi, lombardi o albanesi che siano: porto d'armi gratuito per le donne, a semplice richiesta; armi da fuoco, non peperoncino; - mettere gli immigrati in condizioni di essere veramente difesi dalla legge: arruolare subito diecimila carabinieri e poliziotti immigrati, cittadini italiani; se ci sono gli operai neri, non si vede perché non ci debbono essere i poliziotti neri, come in America; - difendere l'italianità, l'identità nazionale e tutte le altre belle cose di cui si parla: se fai lo stronzo non sei italiano, ci fai fare figura di merda a tutti; perciò chi picchia un immigrato, molesta una donna, fa il razzista o il nazista va preso, privato della cittadinanza italiana, imbarcato su una nave e regalato al Marocco, al Senegal, a chi se lo prende. Potrà tornare in Italia dopo dieci anni e dopo avere attraversato il Mediterraneo in canotto. La sua carta di cittadino italiano, nel frattempo, sarà stata data a un marocchino o un senegalese ufficialmente "clandestino" ma onesto e lavoratore. ______________________________________ Giornali e razzismo Meno male che c'è il Cospe, una delle organizzazioni promotrici della campagna "Mettiamo al bando la parola clandestino", altrimenti non avrei mai scoperto la caccia al rumeno lanciata da "Il Giornale" sul proprio sito web, da cui mi tengo prudentemente alla larga. Il 4 febbraio, alla vigilia del decreto che trasforma i medici in poliziotti/spie, legalizza le ronde di vigilantes e batte cassa sulla pelle dei più poveri con la tassa sul permesso di soggiorno, il sito ilgiornale.it dà lezioni di populismo con l'articolo "Cacciamoli. Bucarest si riprenda le sue canaglie": http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325970 Un articolo che sarebbe ridicolo se non fosse inquietante, dove Paolo Granzotto parla di "rispedire al mittente la feccia romena", e spera "che non mi si dia del razzista se chiamo col loro nome individui che ammazzano, stuprano, rubano agendo con furore belluino". Il teorema è semplice: mandiamoli a casa loro perché da noi la giustizia è troppo buonista. Granzotto si chiede anche "se desti più furore sapere che il colpevole in qualche modo l'ha fatta franca - magari scarcerato dopo un paio di giorni - o sapere che è fuori dai piedi, in qualche galera o in qualche souk [sic!] romeno". E che saranno mai questi "souk romeni"? L'immagine evocata da questo articolo è quella di un carcere duro tipo quello che ospitava Dustin Hoffman e Steve McQueen in "Papillon", dove carcerieri unti e nerboruti sono pronti a farti fuori al minimo gesto di ribellione. In realtà ci vuol poco a confondere i mercati arabi con un piatto nordafricano, e dall'unione dei "suq" con il "couscous" nasce il "souk" di Granzotto. La notizia gira su Facebook fino ad incontrare l'ironia dello scrittore pugliese Giuliano Pavone: "dall'articolo si evince che Granzotto non sa cosa sia un suq, convinto che la Romania - dove notoriamente si parla l'arabo, altrimenti non potrebbero essere così canaglie - sia piena di suq. A quando i kibbutz paraguayani e gli igloo congolesi?" Il senso di grottesco che nasce da questo esempio eclatante di disinformazione aumenta al pensare che queste cose sono scritte anche con soldi "rumeni": quelli versati al fisco dai lavoratori immigrati e successivamente dirottati ai quotidiani grazie ai finanziamenti pubblici. Se fossimo un paese civile, il razzismo ce lo pagheremmo almeno di tasca nostra, e oltre alla "feccia rumena", avremmo il coraggio di perseguire anche quella italiana, perfino quando si nasconde nei banchi del Parlamento e nelle redazioni prestigiose. [Carlo Gubitosa] ______________________________________ Libero e il Riformista Dello stesso padrone, il sor Giampaolo Angelucci. Che, ha detto il giudice prima di mandarlo ar gabbio per una serie di milionari intrallazzi con le cliniche private, li usava imparzialmente entrambi per "fare lobby" (in latino: ricatti) sui politici che annavano lobbizzati. Di cui, il Riformista signorilmente glissa e parla d'altro mentre il sanguigno Feltri sbraita: "Vonno mette a tacè er ggiornale ppiù Libbero! Er mio ggiornale!". Tutt'e due so' giornali "politici" e, in quanto tali, cianno li scudi pubblici assicurati. Più quelli de Angelucci, che nun sso' pochi. ______________________________________ La Storia “Silvio Berlusconi, interrogato al termine di una cena della principessa Nicoletta Odescalchi...". ______________________________________ La base Il ministro della difesa La Russa, sul quotidiano La Sicilia di Catania: “Sigonella diventerà ancora di più un punto nevralgico della sicurezza dove si concentreranno le forze di intelligence dell’Italia e della Nato, e questo non solo aumenterà il ruolo italiano nella Nato, ma darà posti di lavoro con l’arrivo di alcune migliaia di americani, cioè le 800 famiglie dei militari”. Il proprietario de La Sicilia, il costruttore Mario Ciancio, è proprietario di un immenso aranceto nel territorio di Lentini di cui, provvidenzialmente, l’amministrazione comunale ha autorizzato a variare la destinazione d’uso. Vi potranno essere costruite più di mille villette unifamiliari per il personale USA di Sigonella. Per il progetto esecutivo e i futuri lavori esiste già una società, la Scirumi Srl. I soci? La Maltauro di Vicenza e la famiglia Ciancio. [antonio mazzeo] Bookmark: www.terrelibere.it ______________________________________ Carta d'identità "Giuseppe Gatì Savio, nato ad Agrigento il 18 /10/1986, residente a Campobello di Licata (AG), cittadino libero. Ho voluto specificare il mio “status”, per combattere il servilismo che ogni giorno di più avvolge il nostro Paese. Ho scelto di rimanere in Sicilia, di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo...". Così si presentava sul suo blog Giuseppe Gatì, morto sabato mentre lavorava in campagna aiutando suo padre. Un siciliano d'altri tempi: fiero, lavoratore, affezionato alla famiglia, coraggioso e buono. Sulla stampa perbene ha avuto quattro misere righe, da morto sul lavoro. Qualcuno, di sfuggita, ha ricordato che aveva contestato Sgarbi in Sicilia: ma questo certamente non basta a farne un personaggio mediatico, ci mancherebbe. Ha lavorato, ha studiato, ha fatto la sua breve utile vita: lontano dai palazzi, completamente estraneo al mondo artificiale e spregevole dei Vip. Un pezzo di questo mondo, con la consueta arroganza, a un certo punto è piombato in Sicilia, con le fattezze di Sgarbi, chissà perché. I "cappeddi", i notabili, i nobili culo-a-ponte di Agrigento e Salemi si sono affrettati a servirlo, a riverirlo abiettamente, a strisciargli ai piedi. Giuseppe, ragazzo siciliano, invece no: gli si è piantato davanti e "Viva l'antimafia! - gli ha urlato in faccia - Viva Caselli!". I servi guardaspalle siciliani, fra le urla degli altri servi e gli applausi del pubblico servo, l'hanno afferrato e portato via. Ma là, per un istante, s'è udita la voce vera della Sicilia, ed era una voce giovane, senza paura. Sbava, Sgarbi, strisciate, servi, ringhiate la vostra rabbia quanto volete: la voce vi azzera tutti, è più forte di voi. Viva Caselli, viva la nostra antimafia, viva sempre Giuseppe ragazzo siciliano. Bookmark: www.lamiaterraladifendo.it/ ______________________________________ Pizzini coppol32@coppolasalvatore.191.it wrote: <...ho partecipato con uno stand Coppola Editore alla Fiera del libro di Torino dove ho esposto I "pizzini" della legalità (allegato) e ho conosciuto Rosario Esposito La Rossa (allegato) che mi ha chiesto se fossi disponibile a pubblicarne sulla camorra e da allora ne abbiamo stampato 5 titoli (nell'allegato ultimi 5 titoli).. Tempo fa Rosario mi aveva chiesto se fosse possibile farli a Scampia, ma c'erano problemi logistici e di investimento capitali X stampanti, carta, macchinari e luogo che potesse ospitare questa fabbrica. Dai primi di gennaio a ieri abbiamo risolto questi problemi, per cui entro fine settimana tutto dovrebbe essere disponibile a Scampia e io andrò a Napoli 2-3 gg x spiegare come si fanno i pizzini. Pensiamo di farne 10.000 x la Giornata della Memoria 21 Marzo a Napoli > Bookmark: www.coppolaeditore.com ______________________________________ Ucuntu Siamo passando alla seconda fase: sito rinnovato (vedere), e soprattutto network (La periferica, I cordai, Casablanca, Step1, Cieli, 095, Telejato, Itacanews, Catanianotizie) fra siti e giornali di quartiere, seminari di lavoro (dal 5 gennaio in poi), seconda assemblea operativa entro febbraio. Bookmark: www.ucuntu.org ______________________________________ Tre amici < ... Non credo che Orlando con Di Pietro possa servire a molto. Non mi sembra che Fava, col suo partitino, serva a qualcosa. E anche dalla Chiesa mi sembra molto più isolato, nel Pd, di quanto egli stesso non creda. Ma ciascuno dei tre ha una forza sua. Orlando è - a mio vedere - l'unico, nella variopinta galassia Di Pietro-Grillo, che sia un vero democratico, non un demagogo anche generoso ma un repubblicano. Fava è quello che ha le maggiori possibilità di dialogare (se lo volesse) con tutta la povera area "di sinistra" che è buffa sì per via di Bertinotti, Luxuria, Fagioli e compagnia bella, ma che è pur sempre la sinistra, e in circostanze diverse potrebbe tornare ad agire come tale. E dalla Chiesa, infine, è quello che può recuperare qualcosa dalla mala avventura del Pd, salvare le masserizie dallo sfascio, tramandare l'idea del riformismo italiano onesto e buono. Tutti e tre insieme... Non so, tutt'e tre insieme forse sarebbero solo una testimonianza civile, forse il catalizzatore di un percorso virtuoso; comunque verrebbero presi sul serio dai ragazzi dell'Onda, dai Pd onesti e dalla base dispersa e confusa della sinistra dei vecchi baroni. Avrebbero un'idea forte alle spalle, la Rete. Non farebbero il gol, ma certo sarebbe un buon assist, la presenza loro. La Rete 2.0, insomma. Non remake, ma partita nuova. Non di Nando, Claudio e Luca, ma con una buona spinta da parte loro. Non vedo altre strade realistiche. Per ora, sono impantanati - ognuno nel suo recinto - tutt'e tre. Il Pd continuerà a marcire, Di Pietro continuerà a gridare forte, Vendola Ferrero e soci continueranno a fare i gruppettari. Ci vuole una forzatura, contemporaneamente in tutt'e tre le direzioni... > ______________________________________ "Siamo solo all'inizio" g.g. wrote: < Non ci limiteremo alle contestazioni plateali e rumorose: il nostro impegno sarà nel diffondere più informazioni possibili, in tutti i modi possibili... non solo da internet. Nel mio paese sono pochissimi ad usare internet e l’unica loro fonte di informazione è Il Giornale di Sicilia o, peggio, la televisione. Siamo solo all’inizio, siamo giovanissimi (abbiamo 23 anni) e tanta rabbia dentro. Il nostro comune è in mano ai commissari da quasi tre anni perchè è stato sciolto per mafia. Il nostro ex sindaco (di sinistra!!!) è stato condannato in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa > ______________________________________ Quelqu'un a ecrit: < Ami, entends-tu le vol noir des corbeaux sur nos plaines? > ______________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare. "A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava) ______________________________________ La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@gmail.com. La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L'autore è un giornalista professionista indipendente. 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E' che finalmente ci siamo liberati da tutte quelle vecchie superstizioni (quanta gente, fino a pochi anni fa, ci credeva ancora!) per cui non puoi cacciare le rondini, non puoi bruciare i cani per divertirti con la benzina, non puoi picchiare le donne e manco ammazzare i bambini. Medioevo, tabù. Ora tutto è diventato più moderno e più civile. Che crepino! Abbiamo delle strategie da seguire. Non si può fare la frittata senza rompere qualche uovo. Effetti collaterali. Ci dispiace. E, tutto ciò, in nome delle culture più moderne - geopolitk, squilibri demografici, spazi vitali - come delle più antiche. Tornano i vecchi dei del deserto - Jahvè, Allah, Baal, Marduk e altri ancora - di nuovo ghignanti e urlanti, nutriti a dismisura di sangue umano. "Zitto, che sei un ragazzo!" urlano i sacerdoti. "Femmina immonda, taci!". "Ammazza, ammazza anche tu, se sei un uomo!". Luride barbe di patriarchi e visi di giovani maschi hanno le stesse espressioni dure e tese, religiosamente concentrate a ben ammazzare. Urlano disperatamente i bambini, ma il tabù è finito. Due sono morti così, urlando di paura, finchè il piccolo cuore è esploso. E questa è la terra santa, terra di dio. Se mai un governo civile - per qualche benedizione di alieni, per una qualche invasione da qualche altro pianeta - dovrà reggere prima o poi quelle terre, la prima cosa da fare sarà radere al suolo tutte le pietre antiche, dalle moschee di Omar ai muri del pianto. Grandi totem preistorici intrisi di sangue umano, giochi sanguinolenti di sacerdoti. Bruciate le bibbie, per Dio, fate a pezzi i corani! I libri delle stragi, dell'occhio per occhio, dei pastori feroci coi greggi delle pecore e quelli degli esseri umani. * Io, io sto con gli ebrei, come son sempre stato. Ma dove sono gli ebrei? Qualche migliaio, ne è rimasto; quelli che nelle piazze dicono, con immenso coraggio, "non ammazzate". Gli altri sono ormai un'altra cosa, una tribù medioorientale, una delle tante. Alauiti di Siria, sunniti di Mesopotamia, sciiti, askenaziti, sefarditi: nomi che un tempo erano religiosi e nobili e aspiranti al divino, e ora mero pretesto per un'identità di dominatori. Nessuno parli più di Anna Frank., o dell'Islam di Dio, o dell'"Ascolta Israele". Come, in questo macello ipocrita, se ne può parlare? Qualcuno, alla fine, avrà torto, qualcuno avrà avuto ragione. Ma tutti avranno ammazzato i bambini, chi più e chi meno, chi prima e chi dopo, a seconda delle opportunità. Pochissimi saranno rimasti veri ebrei e veri palestinesi. Nella storia, se storia ancora ci sarà, resterà l'impazzimento collettivo di una razza umana ferocemente suicidata dai suoi maschi adulti. Ed essi, sulle macerie di tutto, sono lì a martellarsi coi due pugni il petto urlando a denti scoperti il grido della vittoria, pre-umano. ______________________________________ Annigoni Vittorio Annigoni, cooperatore e giornalista italiano in Palestina, è stato in queste ore formalmente minacciato di morte da un sito semiufficiale della destra americana, lo "Stop The Ism", che ne ha messo in rete il nome, i dati e la foto invitando l'esercito israeliano a ucciderlo alla prima occasione. Questo sito è ancora liberamente presente in rete. Nessuna iniziativa, fino a questo momento, è stata presa in merito dal governo italiano, o da altri. Bookmark: http://stoptheism.com ______________________________________ Catania: a chi ubbidisce chi comanda? Da venticinque anni, il cinque gennaio è la data-simbolo degli antimafiosi catanesi. Per gli altri, è il giorno in cui lanciare messaggi. Una volta i mafiosi dissero: “Claudio Fava? Uccideremo anche lui”. Adesso Ciancio dice: “Claudio Fava? Non esiste, lo taglio via” Ciancio non è uno sciocco, ha hobby intelligenti (ad esempio numismatica antica) ed è molto meno grezzo del personale che usa. D'altronde essere diventato il primo imprenditore in Sicilia, aver comprato l'intera classe dirigente catanese, aver preso senza scossoni il posto che a suo tempo fu dei famosi Quattro Cavalieri non è impresa da poco. Perciò sorprendono a volte la puerilità, l'autolesionismo e il sicuro effetto boomerang di alcune delle sue uscite. L'altra volta era stato l'editoriale affidato, sotto forma di lettera, a un esponente del clan Santapaola. Adesso una storia ancor più grottesca, e cioè la maldestra censura della figura di Claudio Fava, tagliata via da una foto in modo aperto e plateale. Catania, come Ciancio sa, non è l'Italia intera e queste cose, ogni volta, lo rendono ridicolo e odioso. Persino la prudentissima Federazione della Stampa, che per venticinque anni - in Sicilia - è rimasta neutrale di fronte a tutto, ha dato segni di vita. Un autogol dopo l'altro. Eppure l'uomo è un politico, sa fare diplomazia quando occorre. Ma di fronte a Claudio Fava, e a Claudio Fava il 5 gennaio, perde semplicemente le staffe. Almeno, questa è la prima impressione. Il cinque gennaio, che è una scadenza popolare e non dipendente da nessuno (furono gli studenti di Catania, e non un'autorità qualunque, a istituirla), negli ambienti mafiosi - nel Sistema - fa ancora paura. E' il simbolo di una lotta che non s'è mai fermata. Di questa giornata Claudio Fava fa parte non solo come figlio di Giuseppe Fava e come militante storico dei Siciliani, ma anche come vittima designata. E' il 5 gennaio di vent'anni fa che il clan Santapaola voleva ucciderlo, e proprio davanti alla lapide, come un esempio. L'assassinio fallì per caso. Ma il messaggio era chiaro. E' chiaro il messaggio anche oggi, e sempre il 5 gennaio: “Io, Claudio Fava lo cancello. Il tempo passa, tante cose sono cambiate. Ma di questo potete essere sicuri, che per me Claudio Fava, i Siciliani, il movimento antimafioso, sono e resteranno dei nemici”. Questo è il messaggio che ha mandato Mario Ciancio, e che manda ogni cinque gennaio: con queste censure esplicite, questi tagli di foto. Ma a chi lo manda? E perché lo manda? Lo manda spontaneamente, o perché costretto? Dopo quelli - visibili - degli anni '80 e '90, quali sono ora i rapporti fra Mario Ciancio primo imprenditore catanese e gli eredi dei gruppi che hanno dominato questa città? Questa curiosità per ora è nostra e la firmiamo - assumendocene la responsabilità – soltanto noi. Ma, storicamente, molte nostre curiosità e interrogativi hanno finito per diventare interrogativi di molti, e infine delle istituzioni preposte. Vedremo quanto tempo ci vorrà stavolta. --- Quanto al resto, del cinque gennaio catanese c'è ben poco da dire. E' nata un'altra leva di giovani, che noi abbiamo visto crescere da due anni in qua e altri riescono a vedere solo ora. Tranquillamente e con forza, senza cerimonie inutili e senza grandi parole, essi attendono adesso all'obbiettivo fondamentale di Giuseppe Fava, di cui sono i continuatori e gli eredi: costruire l'informazione indipendente a Catania e con questo strumento liberare la città. Non sarà un lavoro facile, e lo sanno, ma è un lavoro possibile. A condizione di essere uniti, di non nutrire povere ambizioni individuali ma solo una altissima e collettiva, e di non mollare mai. Li aspettavamo, eravamo certi che sarebbero arrivati e non abbiamo alcun dubbio su di loro. Non c'è altro da dire. ______________________________________ Stazione Catania, stazione, binario uno. Un caporale in mimetica, sui venticinque, basso, serio, tarchiato. Un siciliano dell'interno probabilmente; e una donna più o meno dello stesso tipo, con un sorriso largo e, a guardarlo attentamente, un po' forzato. Stanno grattando un gratta-e-vinci sul muretto. Appesa alle gambe di lui, tutta ridente, c'è una bambina di tre o quattr'anni, gli tira spavaldamente il giubbotto. La tuta è del tipo desertico, color sabbia macchiata; al braccio l'insegna con scritto Tchad, forze italiane. Non hanno vinto, osservo allontanandomi verso i giornali, e adesso si sorridono occhi negli occhi. Le dita dell'uomo carezzano i capelli della bambina, adesso. La donna gli sta dicendo qualcosa. Dieci minuti dopo, sul treno per Roma, ho rivisto il soldato mentre stava salendo sul vagone. Butta dentro la borsa, si volta a riabbracciare la bambina. Sua moglie dice ancora qualcosa, che però si perde fra gli strilli. Ha cominciato a piangere esattamente ora, disperatamente, appena il soldato ha posato il piede sul primo gradino. La mamma la tira a sè, il soldato sale. Gli sportelli si chiudono, il treno parte. "Permesso" dice educatamente il soldato, spingendo la borsa davanti a sè sul predellino. E' uno sui venticinque con una faccia seria per la sua età, da figlio di contadini di Caltanissetta o Niscemi.. ______________________________________ Quando si rompe il muro del silenzio In questo mondo alla rovescia i pregiudicati siedono sul banco dei relatori, e chi prova a ricordare i loro trascorsi viene fermato e minacciato. Un gruppo di ragazzi con telecamera ha avvicinato Vittorio Sgarbi in un evento pubblico gridando che un condannato per truffa (e per diffamazione al giudice Caselli) non ha l'autorità morale per rappresentare i cittadini. Già a Bologna a maggio qualcuno aveva ricordato a Sgarbi i suoi trascorsi; stavolta gli è successo ad Agrigento. Anche stavolta, come a Bologna, Sgarbi ha provato a impossessarsi della telecamera che lo riprendeva, e anche stavolta le immagini sono state salvate dall'"attacco sgarbato" e consegnate alla pubblica visione in rete. Stavolta ci ha pensato anche Blob a divulgare le immagini del ventiduenne Giuseppe Gatì che grida in faccia a Sgarbi "Viva Caselli! Viva il Pool Antimafia!" mentre viene strattonato e allontanato dal tavolo dei relatori, dove Sgarbi inizia a schiumare di rabbia. I retroscena sfuggiti alla telecamera sono stati descritti dallo stesso Gatì sul suo sito: "Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell'ordine e cerca di perquisirmi perché vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non può farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata, dove la polizia mi prende documenti e telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n'era uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi dicono no. Mi identificano e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell'ordine e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un'ora e mezza mi congedano con questa frase: Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro". Ma Giuseppe è ancora in rete, dove ha reagito alle intimidazioni scrivendo che "la Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero". Le bastonate prese dai cittadini dell'India guidati da Gandhi hanno rivelato la vera natura della violenza coloniale inglese: è l'"effetto Dracula" della lotta nonviolenta, che toglie al potere violento la sua maschera pulita e rispettabile, per farlo crollare quando le sue azioni sono portate alla luce del sole. Lo stesso meccanismo liberatorio viene applicato da tutti i cittadini che esercitano il loro diritto a produrre informazioni in rete, rivelando quello che i salotti buoni televisivi non avranno mai il coraggio di mostrare: la "macchietta Sgarbi" sdoganata da Costanzo, che perfino Santoro porta in studio per dare un po' di "pepe" al suo programma, non è altro che un rabbioso pregiudicato capace di scagliarsi contro chiunque gli ricordi i suoi trascorsi con la giustizia. Una nuova generazione di contestatori preferisce l'incontro diretto con il malgoverno davanti alle telecamere allo scontro diretto con le forze di polizia davanti ai blindati. Non lasciamoli soli e aggiungiamo la nostra voce al sonoro delle riprese tutte le volte che qualcuno proverà a intimidirli, minacciarli o arrestarli solo per aver esercitato il loro diritto alla libera espressione gridando ad alta voce quello che molti di noi si limitano a pensare in silenzio. [carlo gubitosa] Info: www.lamiaterraladifendo.it ______________________________ E stiamo civilizzando l'Afganistan Solo 382 feriti e un morto per la battaglia di Capodanno (botti, pallottole, ecc.) in Italia. Un 24enne ucciso per essersi affacciato al balcone a mezzanotte a Napoli, un 46enne grave (pallottola vagante) a Salerno, tre feriti per arma da fuoco nel milanese. ______________________________________ La mucca-pazza dei vigili Si estende l'epidemia fra i vigili italiani. Dopo i casi di Parma e Napoli (ragazzo e giornalista picchiati, per pelle scura e per domande scomode in conferenza-stampa), la mucca-pazza dei vigili comincia a colpire anche in Sicilia. Ne ha fatto le spese un ragazzo di Agrigento che in una cerimonia locale (sul recupero delle ragazze traviate o qualcosa del genere: c'era Sgarbi) s'è messo a gridare "Viva Caselli". I vigili lo pigliano, lo menano e se lo portano via. ______________________________________ L'asociale Cagliari. E' stata scarcerata ieri Tiziana Concu, 43 anni, arrestata - come i lettori ricorderanno - l'altra settimana a causa di una forte somma di denaro trovata casualmente per la strada. Il denaro, 160mila euri, era contenuto in una cassetta dimenticata davanti alla cassa continua della filiale del Monte dei Paschi di via Tuveri. La donna, senza pensarci su, ha portato la somma ai carabinieri che sono riusciti a risalire al proprietario (responsabile di una ditta di Cagliari) che s'è visto restituire il piccolo tesoro. Da quel momento sono cominciati i guai per la signora: "Ma come, lei trova i soldi così e li restituisce?". "Ma chi si crede di essere?". "La gente rischia la galera per centomila euri di mazzetta e lei ne restituisce 160mila così, come se niente fosse!". Alla fine è stata incriminata per propaganda sovversiva, comportamento sospetto, oltraggio alla classe politica e istigazione all'eccessiva osservanza della legge. Ieri sera il gip le ha concesso la libertà provvisoria in attesa di processo. ______________________________________ Sciabola < À Ryad, le ministère de l'Intérieur a rendu publique la décapitation au sabre de deux Saoudiens, le 26 décembre. Condamnés à mort, ces deux homosexuels ont vu leurs noms publiés dans la presse du Royaume wahhabite. Ils ont été accusés d'être entrés dans la chambre d'un homme alors qu'il dormait, de l'avoir attaché. Depuis mars 2008, en effet, des centaines de présumés homosexuels ont été arrêtés. Cet été, 55 jeunes hommes ont été interpellés par le "Comité pour la propagation de la vertu et la prévention du vice", lors d'une «soirée dansante ». Fin 2007, deux hommes ont été condamnés à 7.000 coups de fouet. Le crime de sodomie est passible de peine de mort en Arabie saoudite > [A Riad, il ministro dell'interno ha reso pubblica la decapitazione con sciabola di due sauditi, il 26 dicembre. Condannati a morte, questi due omosessuali hanno avuto i loro nomi pubblicati sulla stampa del regno wahabita. Sono accusati di essere entrati nella camera di un uomo che dormiva e di averlo attaccato. Dal marzo 2008 in effetti centinaia di presunti omosessuali sono stati arrestati. Questa estate 55 giovani sono stati interpellati dal Comitato per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio" all'uscita di una festa danzante. A fine 2007 due uomini sono stati condannati a settemila colpi di frusta. Il crimine di sodomia è passibile di pena di morte in Arabia saudita] ______________________________________ Audience Diminuisce quella di Benedetto XVI. Le presenze alle udienze papali (Auditel?) fra il 2006 e il 2008 sono passate da 3,2 a 2,2 milioni. "Non sono una rockstar", ha opportunamente precisato il Papa. Purtroppo il calo di audience si accompagna con quello delle finanze vaticane, e se il Vaticano fosse Rai o Mediaset adesso ci si chiederebbe chi mandare in prima serata. ______________________________________ Secessione Dopo la Padania, tensioni anche con la Città del Vaticano, che da quest'anno non recepirà più le leggi italiane. "Troppe, farragginose, a volte anche sbagliate". Restano buoni i rapporti con San Marino. ______________________________________ Rifondazione Ho conosciuto in passato Nichi Vendola, che è stato un buon corrispondente dei Siciliani e un ottimo e coraggioso membro della Commissione Antimafia. Non conosco personalmente Paolo Ferrero, che però mi sembra un compagno onesto e buono (è valdese; è stato il miglior ministro di Prodi). Non ho titolo per intervenire nella loro contesa - si tratta di argomenti in cui essi certamente ne sanno più di me - anche se dall'esterno mi sembra che le divergenze, tolti gli elementi emotivi, non siano poi così incolmabili. Come comunista da quarant'anni, e da trenta impegnato nella lotta alla mafia, mi permetto però di ricordare a entrambi che mentre loro si spaccano noi, quaggiù, combattiamo. ______________________________________ Sapere e non volere Mauro wrote: < Abito qui a Catania da circa trenta anni e l’ho vista sprofondare nella totale indifferenza o meglio connivenza, a volte consapevole a volte no. C’è qualcosa in questa città che possa far pensare ad un posto evoluto? Io non riesco a coglierla, forse perché accosto termini di paragone molto distanti, o forse perché non ho mai sopportato la maleducazione. Un’informazione veramente libera e indipendente è necessaria ma non sufficiente. Credo che i Catanesi sappiano come stanno le cose ma non hanno interesse a cambiarle perché si sono assuefatti > ______________________________________ Alla fiera (autogestita) del quartiere Sonia Giardina, I Cordai (Catania), wrote: < Con grande successo qui a S.Cristoforo si è conclusa la fiera natalizia del risparmio solidale. Migliaia di persone, nei turbinosi giorni di dicembre, hanno invaso il nostro mercatino a caccia di vestiti nuovi di fabbrica, capi di ogni fattura per donna, uomo e bambino. Il Gapannone si è animato di visitatori che, a frotte, si sono incrociati per curiosare e frugare negli stand colorati e sui banchi stracolmi. Una novità assoluta in un momento in cui arrivare a fine mese è per troppe famiglie una lotta per la sopravvivenza. È stata una novità assoluta sì, ma al tempo stesso l’ennesima iniziativa sociale promossa dal basso che esprime la voglia del nostro quartiere di combattere il degrado e l’abbandono a cui ci affida l’incuria di chi governa. Il mercatino si è rivelato anche un modo originale di vivere momenti di aggregazione sociale che consentono di pensare la città nella sua dimensione unitaria di crescita collettiva e di scambio culturale. Riproporremo la fiera nei mesi primaverili in un capannone che speriamo possa essere ancora più ospitale grazie ai lavori di pavimentazione che partiranno anche col ricavato delle vendite > ______________________________________ Diventare grandi Anna Pascuzzo wrote: < Molti anni fa qualcuno, mi pare un vecchio dirigente con la barba dell'allora Pds mi disse: "Anch'io alla tua età avevo tanta voglia di lottare, ma poi si cresce e si diventa grandi e all'entusiasmo della lotta subentra la responsabilità!". Ricordo ancora l'effetto che mi fecero quelle parole, fui attraversata da brividi in tutto il corpo. Beh, da allora sono trascorsi più di dieci anni e molti di noi sono diventati "grandi" ma lottare per i diritti lo facciamo ancora. Buon anno! > ______________________________________ Lavori in corso Mirko Viola < Dopo l'incontro-dibattito di lunedì 5, prosegue il percorso comune dei giornali di base catanesi con il primo laboratorio che si terrà mercoledì 14 gennaio ore 20.30 presso la sede di CittàInsieme, in via Siena 1. Il tema che affronteremo insieme sarà "Dalla carta stampata al web, tecniche di impaginazione nei nuovi media. A mercoledì, Mirko > ______________________________________ Alle due anime di Rifondazione B.B. wrote: < Qui giace sepolta Rosa Luxemburg Un'ebrea polacca Che combattè in difesa dei lavoratori tedeschi Uccisa Dagli oppressori tedesci. Oppressi, Seppellite la vostra discordia! > ______________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare. "A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava) ______________________________________ La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@gmail.com. La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L'autore è un giornalista professionista indipendente. Puoi riprenderla su web, mail, volantini, giornali ecc, purché non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la "Catena" e i successivi aggiornamenti. 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Chi desiderasse (ma non è obbligatorio: la "Catena" arriva gratis) contribuire alle spese può: -- fare bonifico su: Riccardo Orioles, conto BancoPosta 16348914 (iban: IT56 S076 0116 5000 0001 6348 914); -- effettuare ricarica telefonica (Tim) su 333.7295392. Lunedì, 29 dicembre 2008La Catena di San Libero - 31 dicembre 2008 n. 379
Piombo Fuso
E Hitler, giù al'inferno, ride. ______________________________________ Pippo Fava, i giovani e il dopo-Ciancio Gli amici di Ciancio? Siamo noi. Facciamo ottimi siti, giornaletti e giornali, avremmo le forze per fare un'informazione non inferiore alla sua (specie ora che c'è internet), ma ci ostiniamo a restare ognuno per sé, senza osar fare il salto di qualità, il “tutti insieme” che ci consentirebbe di cambiare Catania da così a così Stiamo dando una mano a Ciancio. Chi? Noi qui, intanto: e poi tutti gli altri giornali giornaletti siti e contrositi “alternativi” di Catania. Che sono tanti, in realtà, e ancora ne vengono fuori. “C'è spazio per tutti”, dice qualcuno. Ecco, il problema forse è proprio questo. Di spazio ce n'é quanto ne vogliamo, se ci contentiamo - e ci contentiamo - di essere la nicchia “contro”, la “voce alternativa” e tutto il resto. Invece ce n'è di meno, o almeno bisogna conquistarselo a caro prezzo, se l'idea è di fare alternativa davvero, cioè di raggiungere e superare il peso di Ciancio nell'informazione catanese. Ma questo è un obiettivo che, giorno dopo giorno, ormai nessuno si pone più. Se l'era posto Giuseppe Fava, e poi i suoi continuatori fino al tentativo di quotidiano nel '93. Da allora, tanta generosità ma anche tanta implicita rassegnazione. Giornali e siti sono venuti avanti più per testimonianza che sperando di farcela davvero. Coraggiosi tutti, e spesso anche di buon livello; a volte anche di prestigio nazionale, come Casablanca. Ma con un minoritarismo d fondo, ormai profondamente introiettato. E questo, naturalmente, ha generato a sua volta tutta un'ideologia, e dei comportamenti conseguenti. Ciascuno ha fatto per sé, considerandosi di fatto autosufficiente. Casablanca è stata lasciata affogare - ed era costata sacrifici terribili, soprattutto a Graziella Proto - nella più scettica indifferenza. Non s'è mai stabilito un rapporto qualunque, e neanche in generale ci si è provato, fra testate del web e testate stampate. Non c'è mai stato coordinamento, e quel poco s'è dissolto subito, coi videomakers che per un momento sono stati la cosa più interessante della Sicilia. Le inchieste sono state condotte quasi sempre separatamente e si potrebbe dire anche, a volte, con gelosia. Ci sono responsabilità precise, nomi e cognomi, in tutto questo. Ma non hanno importanza. Non è importante sapere se era Toro Seduto che non voleva mettersi d'accordo con Nuvola Rossa o viceversa. Importante, e catastrofica, era la cultura diffusa per cui ciascuna tribù si difende la sua valle, e al diavolo tutto il resto. Un solo errore, semplice e condiviso da tutti: ed è bastato. Basterà anche qui, se non ci diamo una mossa. Bisogna integrare subito le varie testate e i siti - oppure chiuderle tutte subito, ché non servono a niente. C'è stato un fattore importante, quest'anno, anche se quasi nessuno se n'è accorto. Ed è che il baricentro dell'informazione “altra” s'è spostato, con la Periferica e i Cordai, nei quartieri. In entrambi i casi, supportato e accompagnato da una serie di attività concrete di base, di intervento sociale, da un circuito virtuoso, di mutuo rafforzamento, che può diventare modello dappertutto. Ecco, di questo vorremmo parlare quando si parla di Giuseppe Fava. Non servono a molto le commemorazioni, e neanche le presenze occasionali, di nostalgia (il gruppo “storico” dei Siciliani, salvo poche eccezioni, manca ormai da Catania da molti anni: e non è solo un'assenza fisica). No, qui c'è proprio da mettersi a lavorare professionalmente, e tutti insieme. L'esperienza dei Siciliani, a partire da Giuseppe Fava ma anche dopo, ha mostrato che con organizzazione e volontà si possono ottenere dei risultati. Io penso che è il momento di riprovare. Catania, fra le sue tante disgrazie, ha sempre avuto - almeno - una buona minoranza di giovani non banali. Questo potrebbe riessere un momento loro. ("Ma che c'entro io, che sono di Milano, con tutto questo?". Beh. Credi di essere ancora di Milano ma in realtà, se ci rifletti bene, sei catanese anche tu. Tutta l'Italia è diventata una grande Catania, purtroppo). Info: incontro il 5 gennaio alle 20.30 a Catania (a CittaInsieme), con Periferica, Cordai, Step1, UCuntu, Casablanca, Catania Possibile, altri gruppi locali e Liberainformazione. --- Notizia, a pensarci bene, correlata Usa. Internet (40 per cento) batte i giornali di carta (30 per cento) come prima fonte d'informazione (40 per cento contro 30 per cento). Fra i giovani 18-29 anni internet raggunge anche la televisione. ______________________________________ Internet sotto tiro Uno dei settori che sfidano la crisi a testa alta è quello dei videogiochi: la gente vuole distrarsi e staccare la spina, ma il cinema e i ristoranti sono troppo costosi e quindi si resta in casa per sparare agli alieni e vivere avventure da film con grafica 3D. E' per questo che il sogno di molte famiglie statunitensi è quello di mettere un piede in questa industria da miliardi di dollari, magari iscrivendo il figlio al DigiPen Institute of Tecnology, un college che svolge il ruolo di "incubatrice specializzata" per formare i programmatori di videogiochi della nuova generazione. Ma cosa succede se mentre studi diventi bravo e famoso? Lo ha scoperto a proprie spese Zachary Aikman, un ex studente dell'istituto che aveva realizzato tra i banchi di scuola Synaesthete, un videogioco "sparatutto" in cui bisogna eliminare degli alieni seguendo il ritmo della musica di sottofondo, premiato come miglior gioco prodotto da studenti nell'edizione 2008 dell' "Independent Games Festival". Ma quando ha provato a far soldi con la sua creatura, Zach ha scoperto che le regole scolastiche sottraggono agli studenti ogni diritto sui lavori "realizzati all'interno dell'istituto". Il ragazzo prodigio racconta che "la scuola aveva il copyright sulla grafica e i programmi che avevo scritto, ma non si può mettere sotto copyright una modalità di gioco. Così dopo gli studi ho cominciato a organizzarmi per prendere l'idea del gioco e riprogrammarlo a partire da zero". Ma questo non è stato abbastanza per l'istituto Digipen, che ha rifiutato ogni proposta di accordo con lo studente e gli ha proibito ogni possibile commercializzazione delle sue idee intrappolate nella gabbia del copyright. Mentre sulla "frontiera digitale" statunitense si prova a risolvere questi problemi, a casa nostra si preparano altri disastri figli dell'ignoranza, con leggi sempre più repressive che limitano l'attività dei blogger e lo scambio di cultura in rete. Una recente dichiarazione del premier ha fatto venire i brividi al popolo della rete: "Credo che al prossimo G8 si possa portare sul tavolo la proposta di una regolamentazione del sistema internet. Credo che ci possa essere questa prospettiva internazionale in cui noi possiamo portarci come avanguardia di queste nuove tecnologie che ormai sono il futuro del mondo". La risposta a questo decisionismo è arrivata dallo stesso Berlusconi, trascinato su Youtube dagli utenti che hanno riesumato dalle ceneri della campagna elettorale un video in cui il premier si descrive come "un anziano signore che ancora scrive a penna tutti i suoi interventi e anche quelli che scrive per gli altri" e a chi gli fa domande su internet confessa "una conoscenza del mezzo che francamente non ho. Io uso il computer e internet - proseguì Berlusconi - ma lo usano soprattutto i miei collaboratori. Mi sa che hanno ragione loro quando dicono che sono troppo vecchio per governare un paese moderno". E per una volta, possiamo dargli anche ragione. [carlo gubitosa] Bookmark: www.giornalismi.info/gubi ______________________________________ Incontro di civiltà Viagra ai capi afghani che collaborano. La ricompensa offerta dagli agenti della Cia al posto del denaro, in quanto soddisferebbe di più gli anziani capitribù che reggono quel paese. ______________________________________ Sgarbi Non ne so granché. L'ho scoperto una dozzina d'anni fa che ero in ospedale e non avevo altro da fare che guardare la tv. Mi colpì il fatto che, essendo molto preso in quel che gridava (parlava, mi pare, del giudice Caselli), sbavava senza accorgersene, con la saliva rappresa agli angoli delle labbra. Mi dicono che ora è in là con gli anni e, come tutte le troie attempate, fa la virtuosa. Non è comunque personaggio da frequentare. ______________________________________ Di questi tempi/ 1 Siete sicuri si essere ariani? Di origine germanica? O scandinava, magari? Potete stabilirlo con un semplice test rivolgendovi alla IGenea GmbH, Schlossgasse 9, 8023 Zürich "Wer waren unsere Vorfahren? Woher stammen wir? Die meisten Menschen können ihren Stammbaum höchstens drei oder vier Generationen zurückverfolgen. Dank der Erbgut-Analyse ist aber ein Blick in längst vergangene Jahrtausende möglich...". E‘ sufficiente un campione di saliva per stabilire le vostre origini in linea sia materna sia paterna. Dopo il test del vostro DNA riceverete il vostro risultato dettagliato contenente il vostro popolo originario, il vostra paese di origini ed il vostro aplogruppo. Il risultato contiene cartine e delucidazioni. Bookmark: http://www.igenea.com/ ______________________________________ Di questi tempi/ 2 Sono 315 le ordinanze emesse nel corso del 2008 dai sindaci, in 152 comuni, in materia di sicurezza urbana. Riguardano gli alcoolici (13,8%), la prostituzione (11,7%), i rifiuti (10,7%), e poi i lavavetri, gli ambulanti, gli abusivi e sospetti (tutto il resto). Particolare curioso: sono stati quattro sindaci di centrosinistra (Cacciari, Cofferati, Chiamparino e Domenici) i primi a utilizzare i poteri di ordinanza decisi dalladestra. ______________________________________ Brevi di cronaca Milano. Tassista fatto di coca punta col taxi e investe due marocchini in via Sammartini, spaccando ambe le gambe a uno dei due. L'investitore è rimasto a piede libero. Gela. Venticinquenne atteso fuori dalla discoteca e pestato a sangue per avere involontariamente pestato un piede a un tizio ballando nel locale. E' in coma con trauma cranico all'ospedale. Roma. Madre e figlio rumeni, trentadue e tre anni, carbonizzati in baracca per un fuoco acceso male. Faceva un freddo molto rigido. Stupore di cittadini e politici per il fatto che a Roma ci sia ancora gente che vive così. Promessi, o minacciati, provvedimenti. Siracusa. Polacca 53enne crepa di freddo in una grotta ad Acradina, a poca distanza dalle monumentali rovine degli antichi greci e dall'altrettanto monumentale santuario della Madonnina Buona di Siracusa. ______________________________________ Notizie censurate in Sicilia/ 1 Catania. Raffaele Nicotra, sindaco (Pdl) di Acicatena in provincia di Catania è stato presidente del consorzio che si dovrebbe occupare dei beni confiscati alla mafia. Otto anni fa, nel dicembre 2001, Nicotra (allora deputato del Nuovo Psi) era però indagato per voto di scambio con mafiosi, nel quadro di un'operazione che comprendeva il candidato Ds (scelto da chissà chi) ad Acireale Vittorio Cecchi Gori, l'allora sindaco di Acireale Antonino Nicotra (Ccd), l'assessore Giovanni Rapisarda (Fi), e il capo dei tifosi ultras dell'Acireale, tale Giuseppe Quattrocchi. Si auspica che le frequentazioni di Nicotra si siano, nel frattempo, raffinate. ______________________________________ Notizie censurate in Sicilia/ 2 Marsala. Dopo una serie di traversìe, il proprietario dell'Ittica Mediterranea è stato dichiarato falllito. Come curatore fallimentare, il tribunale ha nominato un avvocato Francesco Trapani, ch eperò cura anche gli interessi della principale ditta rivale, la Hedrix. Il curatore-rivale, nel determinare il valore dell'azienda dichiarata fallita, ha omesso di comprendere un condotto sottomarino di 400 metri, a suo tempo costato costato quasi un miliardo di lire. Per questa e altre irregolarità il proprietario della Mediterranea ha sollecitato un intervento della Procura di Marsala, dove però di è insediato da alcuni mesi un ex avversario (alcuni dicono nemico) di Falcone, il discusso magistrato Alberto Di Pisa. ______________________________________ Cast Alvaro Vitali, Renzo Rossi e Christian Di Pietro in "Noi speriamo che ce la caviamo". Regia di Marino Girolami. Manca Gloria Guidi. ______________________________________ Pubblicità L'unico calendario dichiaratamente porno (Gelli nudo in prima pagina). “Mamma il 2009! L’anno della Rinascita Democratica” è un calendario da tavolo che non disdegna l’armadio nazionale e i suoi scheletri obesi. Vignette di Roberto Grassilli, Marco Scalia, Nico Pillinini, Edoardo Baraldi, Mauro Biani, Makkox, PV, Mario Natangelo, LeleFante, Marco Pinna e Fifo, Zurum, Manlio3, Giulio Laurenzi. Pezzi demenzialmente liberatori di Alvise Spanò, Viscontessa, Andrea Frau. Si scarica gratis in rete. Download: http://mamma.motime.com/post/736239/Il+Calendario+in+3+mosse ______________________________________ O eleutheros A quel ragazzo greco di cui i giornali parlano come "un anarchico" o "un estremista", che non ha un posto stabile cui rinunciare, che forse non sa chi era Onassis ma di Demos ha sentito parlare, che forse è piccolo e brutto ma assomiglia moltissimo a quelli di Maratona, che ora corre grida e tira sassi ma quasi sicuramente entro sei mesi sarà in galera: tirane uno anche per me, figliolo. ______________________________________ Quei quattro cretini che hanno salvato la Scogliera Lina Arena wrote: < Gentile R. ti è possibile assumere informazioni sulle operazioni condotte a San Cristoforo dalla società Aqua Mrcia? Ti risulta il nominativo di chi ha comprato lo stabilimento della Mnifattura dei tabacchi in Catania? Conosci le modalità di intervento della Comunità europea per il rifacimento e la riappropriazione delle aree di San Cristoforo? Lo sai che i lavori della diga foranea sono in parte illegittimi? Lo sai che mi hanno incriminato per aver detto e scritto che lungo il demanio della Paia vi sono opere abusive? Credono ala Procura che basta un pezzo di carta chiamata concessione per aver le carte in regola e occupare pezzi di demanio costiero? Lo sai che la Tortuga era in possesso di una concessione ad edificare sugli scogli di Ognina grazie aun pezzo di carta che menzionava anche l'art.2 e 3 delle norme di attuazione del Piano regolatore che vietavano l'edificabilità nel tratto della Scogliera di Ognina? Se quattro cretini, residenti nella zona adiacente la proprietà demaniale della Tortuga, non avessero impugnato le concessioni ottenute dai signori Testa Tommaso e Carmelo, avremmo avuto un edificio sulla scogliera con il beneplacito di tutti, Procura della Repubblica compresa. Se si sono mossi ed abbiamo ottenuto ben tre sequestri delle opere edili si deve solo al coraggio di quei quattro residenti. Cari saluti > _________________________________________ Un Paese senza S. Gensabella wrote: < Da qualche tempo mi chiedo perchè gli italiani sono così malati e soprattutto affetti da demenza senile tale da chiudere ogni passo verso il futuro, perchè la classe dirigente è così arrogante quanto corrotta e trasandata e nello stesso tempo antisismica, affetta da un morbo che pian piano ammorba tutti a tutti i livelli. Io una risposta me la sono data, una risposta terra terra sia chiaro, ma comunque sia una risposta. Ho la sensazione che noi siamo in fondo estranei alla democrazia che abbiamo avuto in comodato d’uso semigratuito perché soggetta a vincoli che di fatto hanno impedito l’affermazione di una democrazia compiuta. Noi siamo stati gli inventori del fascismo prima e del berlusconismo poi. Di questi due fenomeni abbiamo l’esclusiva. Non sarà un caso che alberga dentro il nostro corpo il primo e vero antistato, ancor prima della mafia, arrogantemente rappresentante in terra del Creatore in persona. Anche questa è una nostra esclusiva, e siamo a tre. La nostra è una storia di aristocrazie e di poteri temporali di papi, re, duci, baroni, tribù e mafiosi mai decapitati e per questo sempre presenti anche se assenti. Noi non abbiamo avuto il 1789, la nostra storia fluisce senza soluzione di continuità dalla fondazione di Roma a oggi facendo mancare al nostro paese quel salto quantico necessario per dare una svolta alla Storia. Se devo proprio dirlo, la nostra è, semmai, una monarchia compiuta. Noi siamo passati senza saperlo o volerlo ma fluidamente da una aristocrazia feudale parassitaria a una borghesia aristocratica altrettanto parassitaria anche se produttiva (un ossimoro?), rappresentata da una classe politica diventata ormai una vera e propria aristocrazia parassitaria, capace di tenere un popolo al guinzaglio attraverso la concessione del lavoro e l’erogazione di risorse pubbliche ai propri sodali con un ruolo decisivo (e qui ha ragione da vendere O.) delle mafie. Il tutto sotto uno strettissimo controllo delle persone come dei flussi di denaro attraverso un sistema blindato e inaccessibile che di tanto in tanto viene scalfito dalle inchieste giudiziarie che fanno solo un effetto mercurio: disgregano il sistema momentaneamente disperdendo molecole che in seguito piano piano tornano a riaggregarsi facendo sistema ancor più di prima > ______________________________________ Evviva! Buon Anno! Indio wrote: < Cara Catena di San Libero, siamo alla vigilia di capodanno e mi sento fortunato. Nel 2007, infatti, proprio nel mese di dicembre, sono stato sequestrato e caricato di peso dentro una camionetta, picchiato e minacciato pesantemente da due carabinieri: un cc scelto e l'altro semplice. Non erano tutori della legge in quanto come da loro stessi dichiarato (è tutto registrato dalla videocamera che avevo in tasca) se ne fottono della legalità e ancora di più della giustizia. L' altro, il cc semplice, guidava la campagnola, non ha fatto niente per farlo smettere, anzi si è messo a minacciarmi pure lui. Ho chiesto un verbale, ho chiesto di esser portato in ospedale... ma come risposta ho ricevuto botte. Mi auguro che quelle minacce di portarmi in campagna e "farmi la festa", "se ti rivedo in giro ti spezzo le gambe" e altre ancora, non abbiano seguito. A distanza di un anno, non mi resta che prendere atto di quello che è successo e andare avanti. Non sono il primo e non sarò l'ultimo. E se fossi morto là dentro? E se reagivo ai colpi? Come finiva per me? Unaltro Federico? Mentre vivevo queste cose non sapevo che cosa mi volevano fare, mi sforzavo di stare calmo, di non reagire ai colpi. Ho scelto di denunciarli e mi sono affidato alla giustizia: tutto archiviato. In fin dei conti non è morto nessuno! Chi ha deciso l'archiviazione della mia denuncia, ha scelto di coprire col silenzio tutta questa vicenda. Spero che questa decisione non venga interpretata come un via libera a farmi di peggio, da chi ha già fatto abbastanza male. Giustizia troppo spesso cieca, sorda e muta... per scelta e non per mancanza di prove. Mi sento fortunato, dicevo, perchè quest'anno niente botte nè minacce. E' un passo avanti... Evviva! Buon anno! > ______________________________________ Un parroco che non conosco wrote: < Esiste un Dio che cammina con scarpe consumate e che indossa vesti sdrucite e dimesse. Arriva con dolcezza, si siede in un angolo, tace e ascolta > ______________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@gmail.com -- Fa' girare. "A che serve vivere, se non c'è il coraggio di lottare?" (Giuseppe Fava) ______________________________________ La "Catena di San Libero" è una e-zine gratuita, indipendente e senza fini di lucro. Viene inviata gratuitamente a chi ne fa richiesta. Per riceverla, o farla ricevere da amici, basta scrivere a: riccardoorioles@gmail.com. La "Catena" non ha collegamenti di alcun genere con partiti, lobby, gruppi di pressione o altro. Esce dal 1999. L'autore è un giornalista professionista indipendente. Puoi riprenderla su web, mail, volantini, giornali ecc, purché non a fini di lucro. Puoi forwardarla ai tuoi amici. Se hai un sito o un blog puoi montarci la "Catena" e i successivi aggiornamenti. 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